Calcolo costo orario reale di un operaio edile
Il costo vero di un'ora di lavoro non è la paga in busta: è il costo annuo pieno diviso le ore realmente produttive. Preventivare sul numero sbagliato è il modo più comune per firmare lavori in perdita.
Costo annuo dell'operaio
Senza i contributi a carico azienda.
DPI, visite mediche, formazione obbligatoria.
Varia per provincia: prendila dal prospetto.
Ore realmente disponibili
Circa 2.080 su 40 h × 52 settimane.
Ferie, permessi, festività, malattia, formazione, maltempo.
Costo orario aziendale reale
25,74 €
all'ora, su 1760 ore produttive
Il numero che si usa di solito — retribuzione lorda diviso ore contrattuali — è 14,42 € all'ora. Preventivando su quello sottostimi il costo del lavoro del 78,5%: su una commessa da mille ore sono 11.320,00 € di margine che credevi di avere e non hai.
Come si calcola
Il calcolo ha due termini, e quasi tutti li sbagliano entrambi nella stessa direzione — quella che fa sembrare il lavoro più redditizio di quanto sia.
Al numeratore va il costo annuo pieno per l'azienda: retribuzione lorda più contributi, Cassa Edile, TFR e i costi diretti che quella persona genera comunque — DPI, visite mediche, formazione obbligatoria. Non la cifra in busta paga, che è solo una parte.
Al denominatore vanno le ore produttive, non quelle contrattuali. Ferie, permessi, festività, malattia, formazione e giornate di maltempo sono ore pagate in cui non si produce, e vanno tolte. È il passaggio che manca quasi sempre, ed è quello che pesa di più: dividere per le ore contrattuali invece che per quelle produttive sottostima il costo in modo sistematico.
Il calcolatore non impone percentuali contributive perché variano per inquadramento, territorio e CCNL applicato: le trovi nel prospetto paghe o le chiedi al consulente del lavoro. Dare qui un valore «medio» significherebbe farti preventivare su un dato falso, che è esattamente il problema da risolvere.
Domande frequenti
Quante ore non produttive devo considerare?
Somma le ore annue di ferie, permessi retribuiti, festività, malattia media, formazione obbligatoria e le giornate perse per maltempo, che in edilizia non sono trascurabili. Il valore preimpostato è un punto di partenza: sostituiscilo con quello che risulta dai tuoi cartellini dell'anno scorso, perché è un dato che hai già e che vale molto più di qualsiasi media.
Che percentuali contributive metto?
Quelle che risultano dal tuo prospetto paghe. Variano per inquadramento, territorio e CCNL applicato: in edilizia convivono contratti diversi — Industria, Artigianato, Cooperative — e sopra il nazionale si innestano gli accordi integrativi territoriali. Se non le hai sottomano, il consulente del lavoro te le dà in due minuti.
Devo includere i costi di struttura come l'ufficio o il capocantiere?
No, non in questo calcolo. Qui esce il costo orario diretto della manodopera, che è quello da usare per valorizzare le ore su una commessa. I costi di struttura — ufficio, amministrazione, mezzi non dedicati — si attribuiscono separatamente come quota di spese generali, altrimenti li conteresti due volte.
Perché il costo reale è così più alto della paga oraria?
Perché gli oneri sommati (contributi, Cassa Edile, TFR) valgono una quota rilevante della retribuzione, e perché le ore su cui dividere sono meno di quelle contrattuali. I due effetti si moltiplicano fra loro: è per questo che la differenza fra il numero che tutti usano e quello vero è molto più grande di quanto si immagini.
Come uso questo numero nei preventivi?
Come costo di partenza delle ore, a cui aggiungere la quota di spese generali e il margine che vuoi ottenere. Il prezzo di vendita di un'ora non è il costo orario: è il costo orario più tutto il resto. Chi vende al costo orario pieno pensando di guadagnarci sta lavorando in pareggio nella migliore delle ipotesi.
Questi numeri, calcolati da soli
Con Edilizia in Cloud ore, materiali, subappalti e valore dei lavori sono già collegati alla commessa: margine e incidenza della manodopera sono numeri che leggi, non che ricostruisci.