Split payment lavori pubblici: guida per imprese edili
Blog
Finanza 8 min di lettura

Split payment lavori pubblici: guida per imprese edili

Florin AndriciucFlorin Andriciuc·Founder·25 luglio 2026

Fattura da 110.000 € al Comune. Bonifico in arrivo: 100.000 €. I 10.000 € di IVA non li vedrai mai — e intanto l'IVA sui materiali l'hai già pagata tu. Lo split payment nei lavori pubblici è il regime IVA dell'art. 17-ter del DPR 633/72, detto scissione dei pagamenti: la Pubblica Amministrazione paga al fornitore solo l'imponibile e versa l'IVA direttamente all'Erario. Per lo Stato azzera il rischio di frode. Per te crea un problema concreto di liquidità: si gestisce, ma solo se lo conosci prima di firmare la commessa.

Come funziona l'art. 17-ter

Emetti la fattura con l'IVA esposta, come sempre. La differenza sta in chi la versa. Con la scissione dei pagamenti, introdotta dalla legge 190/2014 e in vigore dal 1° gennaio 2015, il cliente pubblico trattiene l'imposta e la versa direttamente all'Erario: a te arriva solo l'imponibile. I soggetti obbligati ad applicarla sono le Pubbliche Amministrazioni destinatarie della fatturazione elettronica obbligatoria e le società da esse controllate individuate dagli elenchi ufficiali; le società quotate del FTSE MIB, storicamente incluse, sono uscite dal regime dal 1° luglio 2025. Un dettaglio da non dimenticare: lo split payment è una deroga alle regole IVA europee e vive di autorizzazioni UE a scadenza, l'ultima delle quali fissata al 30 giugno 2026. Verifica sempre con il tuo commercialista lo stato del regime al momento in cui fatturi: perimetro e proroghe cambiano nel tempo, e fatturare col regime sbagliato costa.

Quando si applica e quando no

Non tutte le fatture verso il pubblico finiscono in split. E non tutte le fatture di un'opera pubblica riguardano la PA. Lo split payment si applica alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate verso i soggetti obbligati, quando l'operazione sconta IVA nei modi ordinari. Non si applica in tre famiglie di casi che interessano l'edilizia: le operazioni soggette a reverse charge (che prevale sempre sullo split), le operazioni di chi è fuori dal campo IVA ordinario come i forfettari, e i compensi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta secondo le esclusioni introdotte nel tempo. Per capire se il tuo cliente è in split payment non devi indovinare: per le PA fa fede l'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), per le società controllate valgono gli elenchi pubblicati e aggiornati ogni anno dal Dipartimento delle Finanze. Un minuto di controllo prima della prima fattura di commessa. Molto meno di quanto costa correggere dopo.

Reverse charge o split payment: la tabella decisionale

  • Sei subappaltatore e fatturi all'appaltatore (impresa privata) in un'opera pubblica → reverse charge lettera a): il tuo cliente è l'impresa, non la PA
  • Sei appaltatore principale e fatturi alla stazione appaltante per lavori di costruzione → split payment: IVA esposta, incassi solo l'imponibile
  • Fatturi alla PA servizi di pulizia, demolizione, impianti o completamento su edifici e la PA agisce nella propria sfera commerciale (come soggetto passivo) → reverse charge lettera a-ter): lo split non si applica
  • Stessi servizi, ma la PA li acquista nella sfera istituzionale → split payment con IVA esposta
  • Fatturi a un'impresa privata in appalto diretto fuori dai casi a-ter) → IVA ordinaria, né split né reverse
  • Sei in regime forfettario → né split né reverse: fatturi secondo il tuo regime
  • Nel dubbio sulla natura del cliente → verifica IPA ed elenchi del Dipartimento delle Finanze, poi conferma con il commercialista

Come si fattura in split payment

SAL da 100.000 € con IVA al 10%: fattura da 110.000 €, incasso di 100.000 €. I 10.000 € li versa il Comune direttamente all'Erario. La fattura in split payment espone regolarmente imponibile e IVA con l'aliquota dovuta (per i lavori pubblici spesso il 10%, altrimenti il 22%), più l'annotazione obbligatoria «scissione dei pagamenti — art. 17-ter DPR 633/72». Nella fatturazione elettronica il campo esigibilità IVA va valorizzato con «S» (scissione dei pagamenti): è quel codice a dire al sistema, e alla contabilità, che l'imposta non entrerà mai nella tua liquidazione. In contabilità l'IVA in split si neutralizza e non concorre al debito del periodo. Se il gestionale non gestisce l'esigibilità «S» in automatico, gli errori di liquidazione sono dietro l'angolo: e versare imposta non dovuta è liquidità regalata.

L'impatto sulla liquidità (il vero problema)

Compri con IVA, vendi senza incassarla: il credito IVA cresce mese dopo mese. È l'effetto strutturale dello split payment. Paghi ai fornitori i materiali con IVA al 22%, fatturi SAL di cui incassi il solo imponibile: l'IVA sugli acquisti resta a tuo credito e la cassa la anticipa la tua impresa. Su una commessa pubblica da 500.000 € con 200.000 € di acquisti, parliamo di oltre 40.000 € di IVA anticipata ai fornitori e recuperabile solo a valle. Le contromisure previste dal sistema: il rimborso IVA in via prioritaria per chi opera in split payment (art. 38-bis DPR 633/72), da chiedere in dichiarazione o con istanza trimestrale, e la compensazione in F24 nei limiti di legge. La contromisura che dipende da te: pianifica i flussi di cassa della commessa mettendo in conto l'IVA anticipata fin dal preventivo. Scoprirla a metà lavori, con i fornitori che battono cassa, è il modo più caro di impararlo.

Errori e sanzioni

L'errore più frequente è di inquadramento: split dove andava il reverse charge, o viceversa. La bussola è una: il reverse charge prevale sempre. Il caso tipico è il subappaltatore che per riflesso condizionato fattura «come si fa con il Comune» quando il suo cliente è in realtà l'appaltatore privato. Il secondo errore è formale ma sanzionato: omettere l'annotazione «scissione dei pagamenti» in fattura. Costo: sanzione amministrativa da 1.000 a 8.000 € (art. 9 del D.Lgs 471/97). Il terzo è contabile: registrare l'IVA in split come IVA a debito ordinaria, gonfiando la liquidazione e versando imposta non dovuta. Ultimo presidio, banale ma decisivo: il DURC regolare. Nei pagamenti pubblici la verifica è sistematica, e un DURC irregolare blocca il mandato di pagamento ben più a lungo di qualsiasi questione IVA.

Fattura alla PA senza sorprese di cassa

L'IVA che anticipi su una commessa pubblica non deve essere una sorpresa di metà cantiere. Con Edilizia in Cloud imposti lo split payment sul cliente pubblico una volta sola: esigibilità «S», diciture e registrazioni corrette in automatico, e la tesoreria ti mostra quanto stai anticipando di IVA su ogni commessa. Prova gratis 31 giorni.

Prova Edilizia in Cloud

Domande frequenti

Cos'è lo split payment in due parole?

È la scissione dei pagamenti dell'art. 17-ter DPR 633/72: la PA e le società individuate dagli elenchi ufficiali pagano al fornitore solo l'imponibile della fattura e versano l'IVA direttamente all'Erario. L'impresa espone l'IVA in fattura ma non la incassa mai: l'imposta non transita dalla sua liquidazione e la fattura elettronica lo segnala con l'esigibilità «S».

Lo split payment si applica anche ai subappaltatori?

No, di regola. Il subappaltatore fattura all'appaltatore, che è un'impresa privata: su quelle prestazioni edili si applica il reverse charge della lettera a) dell'art. 17, comma 6, DPR 633/72, non lo split payment. Lo split riguarda chi fattura direttamente al soggetto pubblico, tipicamente l'appaltatore principale verso la stazione appaltante.

Come faccio a sapere se un cliente è soggetto a split payment?

Controlla due elenchi ufficiali: per le Pubbliche Amministrazioni fa fede l'iscrizione all'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), per le società controllate pubbliche valgono gli elenchi pubblicati e aggiornati annualmente dal Dipartimento delle Finanze. Il controllo va fatto prima di emettere la prima fattura della commessa e conviene rifarlo a ogni nuovo anno, perché gli elenchi cambiano.

Come recupero l'IVA a credito generata dallo split payment?

In due modi: con il rimborso IVA, che per chi opera in split payment è riconosciuto in via prioritaria (art. 38-bis DPR 633/72), richiedibile in dichiarazione annuale o con istanza trimestrale al ricorrere dei presupposti, oppure compensando il credito in F24 nei limiti di legge. La scelta tra rimborso e compensazione dipende dai tuoi debiti fiscali e contributivi: valutala con il commercialista.

Cosa rischio se dimentico la dicitura «scissione dei pagamenti»?

Rischi una sanzione amministrativa da 1.000 a 8.000 € (art. 9 D.Lgs 471/97) per l'omessa annotazione sulla fattura. L'errore è facile da evitare impostando il regime sul cliente nel gestionale: dicitura ed esigibilità «S» escono in automatico su ogni fattura della commessa, invece di dipendere dalla memoria di chi fattura quel giorno.

Lo split payment è ancora in vigore?

Sì, ma a scadenza: lo split payment è una deroga alle regole IVA europee autorizzata dall'UE, con l'ultima proroga nota fissata al 30 giugno 2026, e dal 1° luglio 2025 sono uscite dal regime le società quotate del FTSE MIB. Prima di impostare le fatture di una nuova commessa pubblica, verifica con il commercialista lo stato aggiornato dell'autorizzazione e del perimetro soggettivo.

Tag:split paymentIVA ediliziaappalti pubbliciliquidità
Florin Andriciuc

Florin Andriciuc

Founder · LinkedIn

Esperto di gestione aziendale per imprese edili italiane. Fondatore di Edilizia in Cloud, la piattaforma gestionale dedicata al settore delle costruzioni.

Strumenti collegati in Edilizia in Cloud